LA STORIA

La DOC Merlara prende il nome dal Comune che nell’ambito del comprensorio produttivo rappresenta e ha rappresentato nella storia un punto di riferimento per la coltivazione della vite e per la gestione delle produzioni e la commercializzazione dei vini. Nasce a Merlara infatti, negli anni ’50, la cantina cooperativa che riesce a valorizzare al meglio le produzioni enologiche di tutta l’area e promuovere la nascita della denominazione. Un territorio da sempre caratterizzato dalla presenza della vite e dalla cultura della sua coltivazione. Nel territorio della Doc Merlara già dal X secolo si coltivavano vigne le cui uve raccolte e trasformate in vino nelle cantine delle corti ristoravano i numerosi viandanti che percorrevano le antiche strade di collegamento con importanti centri abitati. L’incremento durante la romanizzazione delle vie di comunicazione ha accentuato lo sviluppo dell’agricoltura e la diffusione della viticoltura. Inoltre sono stati rinvenuti scritti del XIV secolo che sottolineano come la coltura della vite fosse sviluppata e si estendesse in tutti i terreni coltivati. Fin dal Cinquecento il territorio, tutto pianeggiante, molto fertile e al centro di importanti insediamenti abitativi, è stato quindi un vivace punto di riferimento viticolo ed enologico del Veneto. Nel periodo medievale tutte le località comprese nel territorio della Doc Merlara si trovano citate nei documenti a dimostrare una presenza umana e una produzione vitivinicola già evidente e costante, sia per l’autoconsumo che per una produzione più ampia. Successivamente l’epoca napoleonica e il dominio austriaco hanno contribuito a riconsiderare l’assetto agrario, mantenendo quasi invariata la struttura organizzativa e il sistema produttivo dal punto di vista vinicolo. Negli ultimi secoli in questo territorio la vite ha rappresentato una delle fonti di sostentamento e di reddito per le varie aziende sparse nella zona.

IL TERRENO

Le numerose analisi del terreno effettuate negli ultimi decenni hanno rilevato l’esistenza di diverse tipologie di suoli, che vanno come struttura dal sabbioso all’argilloso. La caratteristica di quest’area, plasmata dal passaggio dei fiumi Adige e Fratta, che hanno modificato nel tempo la terra rendendola estremamente fertile e generosa, è infatti la presenza di suoli prevalentemente sabbiosi con percentuali variabili di limo. I terreni vocati a vigna sono profondi, con presenza importante di argilla. Data la grande disponibilità di territorio, sono però investiti a vigneto solo i terreni migliori, quelli meglio strutturati, più regolari, facilmente accessibili e che possono permettere l’irrigazione di soccorso. Il clima è temperato-mediterraneo, le estati sono calde e gli inverni miti. L’escursione termica annua è abbastanza elevata mentre la piovosità risulta piuttosto contenuta anche se ben distribuita nel corso dell’anno.

I VITIGNI

La caratteristica di quest’area, plasmata dal passaggio dei fiumi Adige e Fratta, che hanno modificato nel tempo la terra rendendola estremamente fertile e generosa e premiata dal clima caldo che a fine estate manifesta un’importante escursione termica fra giorno e notte, fa sì che le uve raggiungano sempre una perfetta maturazione. Sotto l’aspetto varietale è stato privilegiato il Prosecco Igt, divenuto Glera il vitigno e Prosecco Doc il vino dal 2009, vitigno che era già possibile impiantare nel territorio padovano e che cominciava ad avere un mercato sempre più interessante, visto il gradimento in crescita per i vini spumanti e frizzanti. Al di là del sorprendente successo del Prosecco, hanno comunque mantenuto un ruolo importante le varietà tradizionali del luogo, ovvero la Malvasia, il Raboso e il Marzemino, che fanno da traino per la Doc Merlara, assieme ai rinomati Riesling, Refosco, Chardonnay e ai sempre apprezzati Merlot e Cabernet; non meno importanti gli Igp veneti quali il Pinot grigio e la Malvasia per il passito. In particolare, la scelta varietale nel contesto pedoclimatico, territoriale e normativo del comprensorio di Merlara, va oggi correlata anche all’ampia disponibilità di terreni a seminativo, con appezzamenti grandi e regolari, di buona fertilità, facilmente irrigabili, a prezzi di mercato contenuti e con la possibilità di scegliere tra un’ampia e qualificata gamma di vitigni.

I COMUNI DELLA DOC

Area di confine tra più province, ogni comunità locale ha qui eretto opere di difesa maggiori o minori in periodo medievale. Lungo le strade si incontrano ville, palazzi e costruzioni che abbracciano un arco temporale che va dal XIV secolo fino all’Ottocento e che sono legate soprattutto all’ambito agricolo. Chiese, oratori, e capitelli si trovano ovunque, ripetono forme e simboli ancora riconosciuti e rappresentano elementi di una devozione che spazia dalla culturalità domestica a quella comunitaria in succedersi costante e prolungato nel tempo.

Montagnana
La cerchia murata, eccezionalmente conservatasi, è tra i più significativi esempi europei di fortificazione medievale. Le mura, costruite tra il 1360 e il 1362, hanno una lunghezza di circa 1950 metri e racchiudono 24 ettari di superficie. Esse sono intervallate a 24 torri e a 2 castelli opposti: il Castello di S.Zeno e la Rocca degli Alberi. Il primo oggi ospita il Museo Civico “A.Giacomelli” che raccoglie reperti e testimonianze dalla preistoria all’età moderna. All’interno delle mura il borgo conserva ancora le antiche strade a portici e la grande piazza del Duomo. Il centro storico del paese raggruppa costruzioni di grande livello architettonico: il palazzo del Municipio realizzato nel 1538, il Monte di Pietà del 1767, il quattrocentesco Palazzo Valeri e il complesso cinquecentesco Ca’ Mocenigo. Di grande rilevanza storico-artistica è il Duomo: la comunità unì le forze per edificare nel XIV secolo il monumento e luogo di culto simbolo della città. Inoltre si ricorda la rinomata produzione salumiera, soprattutto del prosciutto crudo.

Merlara
E’ il capoluogo produttivo della Doc e può essere definito il punto di partenza per un itinerario ad anello lungo il territorio padovano. I luoghi principali che vengono toccati da questo percorso sono: Villa Barbarigo, l’edificio più signorile, dove lo stemma della famiglia orna la facciata principale; la sede della Cantina Sociale, con spaccio di prodotti tipici; Urbana, con villa Capodivacca e il monastero di S.Salvaro, Casale di Scodosia, con villa Correr; Castelbaldo, con la chiesa di S.Zeno; Masi con la chiesa del Cristo d’Oro. A Merlara troviamo la parrocchiale della Natività della Beata Vergine, il cui campanile era in origine parte del castello medievale che sorgeva dove oggi c’è Villa Barbarigo.

Bevilacqua
La località si trova poco oltre il confine, verso Verona, ed è il punto principale di produzione del settore veronese della Doc. Qui si può trovare il Castello, con le sue torri merlate ai quattro angoli e ai giardini pensili dei contrafforti; esso era circondato da una larga e profonda fossa e annoverava tre ordini di mura. Oggi l’interno è stato trasformato in un ristorante, con possibilità di ospitare manifestazioni enogastronomiche. A Bevilacqua vi è ancora Villa Garzoni, detta Corte Fittanza (XVI secolo), si trova in località Marega e custodisce pregevoli affreschi. Inoltre qui si trova anche la chiesa di San Pietro di Tillida, che risale all’XI secolo, esempio straordinario di pieve romanica, semplice, umile, quasi dispersa nella campagna.

Terrazzo
La torre che ne determina il nome, detta anche Torazo, venne costruita agli inizi del XII secolo in difesa del territorio veronese contro i Carraresi. Attualmente il suo stato di conservazione è precario, ma l’interno presenta ancora il modello edilizio antico. Inoltre sono presenti decine di ville e palazzi di epoca diversa e di interesse artistico e architettonico. A Terrazzo incontriamo anche la parrocchiale di San Paolo, il cui campanile risale al 1100.

Boschi Sant’Anna
In questa località incontriamo due ville legate alla famiglia Donà delle Rose: il cosiddetto Palazzo Rosso, che si trova all’inizio del paese provenendo da Legnago, è formato dal palazzo nobiliare, dalla piccola chiesetta dedicata a San Nicola e da altre costruzioni; la principale Villa Donà delle Rose si trova invece in centro paese, è una costruzione della fine del Seicento, su tre piani, con un doppio ordine di loggia e timpano centrale, sul quale è presente lo stemma gentilizio della famiglia veneziana. Anche qui troviamo tre parrocchiali pregevoli; la chiesa di Sant’Anna, la parrocchiale dedicata a San Marco evangelista e la parrocchiale di Sante Giustina, costruita dai padovani dopo la battaglia di Castagnaro dell’anno 1387 contro gli Scaligeri.

LE STRADE E I FIUMI

La DOC Merlara prende il nome dal Comune che nell’ambito del comprensorio produttivo rappresenta e ha rappresentato nella storia un punto di riferimento per la coltivazione della vite e per la gestione delle produzioni e la commercializzazione dei vini. Nasce a Merlara infatti, negli anni ’50, la cantina cooperativa che riesce a valorizzare al meglio le produzioni enologiche di tutta l’area e promuovere la nascita della denominazione. Un territorio da sempre caratterizzato dalla presenza della vite e dalla cultura della sua coltivazione. Nel territorio della Doc Merlara già dal X secolo si coltivavano vigne le cui uve raccolte e trasformate in vino nelle cantine delle corti ristoravano i numerosi viandanti che percorrevano le antiche strade di collegamento con importanti centri abitati. L’incremento durante la romanizzazione delle vie di comunicazione ha accentuato lo sviluppo dell’agricoltura e la diffusione della viticoltura. Inoltre sono stati rinvenuti scritti del XIV secolo che sottolineano come la coltura della vite fosse sviluppata e si estendesse in tutti i terreni coltivati. Fin dal Cinquecento il territorio, tutto pianeggiante, molto fertile e al centro di importanti insediamenti abitativi, è stato quindi un vivace punto di riferimento viticolo ed enologico del Veneto. Nel periodo medievale tutte le località comprese nel territorio della Doc Merlara si trovano citate nei documenti a dimostrare una presenza umana e una produzione vitivinicola già evidente e costante, sia per l’autoconsumo che per una produzione più ampia. Successivamente l’epoca napoleonica e il dominio austriaco hanno contribuito a riconsiderare l’assetto agrario, mantenendo quasi invariata la struttura organizzativa e il sistema produttivo dal punto di vista vinicolo. Negli ultimi secoli in questo territorio la vite ha rappresentato una delle fonti di sostentamento e di reddito per le varie aziende sparse nella zona.